Vi trovate nel sito dell'Associazione Sportiva UISP MARGHERA
Presidente: Flavio Asta


Onorato Bonic' - La piccola storia di un paese qualsiasi

Presentazione:
Cari amici, eccoVi nel sito della mia associazione sportiva, della quale sono presidente. Se volete dare un'occhiata di che cosa si tratta cliccate qui sulla Home page del sito, ma ciò non è ne necessario ne tanto meno obbligatorio. Il fatto per cui siete qui è un altro, ci siete arrivati, o dal sito della Comunità di Neresine, cliccando sull'apposito Link come Vi è stato indicato, oppure avete digitato questo indirizzo apprendendolo dal giornalino "Neresine". In ogni caso ora siete qui e, se l'argomento Vi interessa , vedrete che non uscirete delusi da questa visita.
Il motivo per il quale il libro, o come lo chiama l'Onorato Bonic', il racconto, non è ospitato nel sito della Comunità di Neresine (www.neresine.it) è presto detto e, Vi pregherei di prestarVi attenzione.
Quando ho avuto tra le mani l'opuscolo dattiloscritto, dopo averlo letto e fatte le considerazioni che leggerete più sotto, l'ho fatto leggere ai componenti il Comitato della Comunità di Neresine in Italia, chiedendo un loro parere in merito e sulla possibilità di pubblicarlo sul nostro sito. Nella riunione del Comitato in occasione del nostro ultimo raduno, si è discusso anche di questo, ed i pareri non sono stati concordi sulla sua pubblicazione nel sito della Comunità. Tengo a precisare, che ho accettato democraticamente il pensiero e le valutazioni degli altri componenti il Comitato, senza alcun tipo di polemica. Ho proposto però un compromesso, che è stato accettato, ed è quello di poterlo pubblicare nel sito della mia associazione sportiva, assumendomene tutta la responsabilità e chiarendo, come ora mi accingo a fare, che questa è UN'IZIATIVA DEL TUTTO PERSONALE che quindi non coinvolge in alcun modo il Comitato e la Comunità di Neresine.
Chiarito questo punto, passo alla presentazione del libro. Quest'estate (2008), nel mese di agosto, ho trascorso, assieme a mia moglie Nadia, una magnifica settimana a Neresine, tra l'altro non programmata, ma decisa all'ultimo momemto. In questa mia permanenza, oltre naturalmente a far dei magnifici bagni in mare e gustare dell'ottimo pesce, mi sono dedicato alle mie appasionate ricerche storiche su Neresine, ottenendo devo dire, delle ottime informazioni. I periodi che mi interessano particolarmente, sono quelli che vanno dal 1943 al 1945 e, da questa data in avanti, in due direzioni, una che riguarda ovviamente il nostro esodo, l'altra, sulla situazione venutasi a creare a Neresine da quella data in avanti, diciamo fino alla morte di Tito, avvenuta nel 1980.
La mia prima intenzione era quella di intervistare Onorato Bonic' che, chi è di Neresine conosce molto bene, per coloro (giovani) che non lo conoscessero, dirò che è di lingua madre croata, oggi ha 85 anni, non portati male ma con alcuni problemi seri alla gambe. Dal 1945, anno in cui rientrò a Neresine dalla prigionia in Germania, alla pensione, presumo negli anni '80, si interessò attivamente di politica, partecipando a vari livelli, oviamente all'interno del PCJ, visto che era l'unico ammesso nella Yugoslavia di allora, e ricoprendo cariche, a volte anche importanti, nell'amministrazione sia di Neresine che di Lussino.
Avevo già "tentato" con Lui un approccio, qualche anno addietro, ma pur amichevolmente, aveva palesato un atteggiamento evasivo, per cui non se ne fece nulla. Di quel periodo, ricordo che gli dissi, :"Onorato, ormai i tempi sono cambiati, non credo si debba essere ancora reticenti sugli avvenimenti trascorsi, sarebbe ora che metteste nero su bianco sulla Vostra esperienza politica, compreso quel brutto periodo a Goli Otok..." la risposta fu: "Si, si, prima o poi scriverò qualcosa in proposito" ma giudicai quella sua affermazione come un modo per svincolarsi dalle mie insistenze.
Questa volta invece, alla mia reiterata richiesta, rispose con un perentorio: "SI!". Non ho perso tempo e, nonostante mi stessi recando al bagno con mia moglie "in spiaggetta" davanti a casa sua, spedii la moglie al mare ed io tirato fuori un blocco notes che...maliziosamente avevo messo in borsa da spiaggia, sapendo di passare davanti casa sua.
La foto qui sotto ci ritrae in sieme. L'intervista la troverete nel sito Neresine alla sezione "Interviste" e sarà anche pubblicata nel nostro giornalino che, se aderenti alla Comunità, Vi arriverà direttamente a casa per posta.
Alla fine dell'intervista, già di per se stessa molto interessante, Onorato mi riservò una ulteriore sorpresa. Pregò la signora tedesca che credo lo accudisse come badante, di portarmi un certo documento, questa tornò e mi consegno un consistente opuscolo rilegato. Mi disse che quello era un suo scritto terminato non molto tempo prima e che volentieri me lo prestava perchè lo leggessi. Ringraziatolo, lo misi in borsa e me ne andai a fare il bagno.
Al pomeriggio in camera, eravamo dalla sig.ra Pia sulla via che dalla piazza porta verso la chiesetta di S. Maria Madalena , lessi degli ampi stralci e capii subito che era un racconto, io lo definii subito un libro, molto interessante. Di che cosa si tratta? Vi sono esposti vari argomenti, di storia, di filosofia, di politica e altro ancora, ma la parte che più mi ha colpito è quella autobiografica. Ed avendo lui ricoperto incarici politico-amministrativi sia Neresine che a Lussino, in definitiva si raccontava quella parte di storia locale sconosciuta a molti di noi (per noi intendo, non tanto il sottoscritto che è nato a Padova nel '46, ma coloro che hanno abbandonato Neresine con l'esodo).
E' un libro, che visto dalla nostra parte (ripeto, quella dell'Esodo) potrà incontrare critiche, anche aspre, sopratutto in quello che ne è il leitmotive, cioè l'origine slavo-croata di tutta, ripeto tutta, la popolazione autoctona di Neresine. Un tesi, che se pur sostenuta con passione, mi sembra, appunto perchè totalizzante, molto discutibile e confutabile sul piano storico-scientifico. Per il resto...bisogna leggere tutte le 179 pagine del dattiloscritto e farsene un'idea. Per quanto mi riguarda, devo onestamente affermare che la lettura attenta del testo (l'ho letto almemo cinque volte) mi ha messo in crisi...di identità, molti punti fermi che davo per scontati, quali l'abbandono del paese per esclusivo amor patrio verso l'Italia, l'asserzione: italiano buono, croato cattivo,e ancora: tutti quelli che sono rimasti erano antiitaliani e comunisti, ecc. me li sono messi in discussione e sarei felice di sapere cosa ne penseranno coloro che si prenderanno la briga di leggerlo.
Avvertenza: Onorato Bonic' mi ha autorizzato, chiamando a testimone la signora tedesca di cui sopra, che del dattiloscritto avrei potuto fare l'uso che meglio credevo, sia pubblicandolo in internet, come adesso fatto, sia, se ne avessi avuto la possibilità, di stamparlo. Entrambe le possibilità l'avrebbero trovato d'accordo e contento.


Per aprire il file del libro, impostato in formato PDF, cliccare sotto sul titolo sottolineato


(Occorre avere installato il programma ACROBAT READER che apre questo tipo di file, chi non l'avesse lo può trovare gratis in rete)

Onorato Bonic' - La piccola storia di un paese qualsiasi
AVVERTENZA: Sono vietate riproduzioni, anche parziali, del testo qui pubblicato, se non espressamente autorizzate dall'autore sig. Onorato Bonic' al quale appartengono tutti i diritti d'autore previsti dalle leggi vigenti.

ULTIMISSIMA:

Martedì 24 Febbraio 2009, Onorato Bonic' è deceduto mentre veniva trasportato in autoambulanza per cure a Fiume. I funerali si sono svolti alle ore 15 di Domenica 1° Marzo 2009 nella sua Neresine dove veniva sepolto nel locale cimitero. Subito dopo, con una semplice ma sentita cerimonia, veniva ricordato in una sala del "Televrin" dai suoi compaesani. Avevo intenzione, nelle prossime festività Pasquali, di andarlo a trovare a Veglia, dove era ricoverato in attesa di sistemarsi definitivamente nella casa di riposo di Lussingrande. Volevo dargli la notizia che il suo scritto era stato inserito, come lui desiderava, in internet e che (ad oggi) già una sessantina di persone lo avevano visitato e probabilmente scaricato nei loro computer. In occasione della sua commemorazione, ho fatto pervenire a chi l'aveva organizzata, il seguente messaggio:
"Ho appreso la notizia con vero dispiacere. Era un pò originale, ma una persona buona e onesta che amava il proprio paese e la sua Patria. Sono certo che non ha mai fatto del male a nessuno, anzi il male qualche volta lo ha ricevuto lui dagli altri. Consideratemi spiritualmente presente al "Televrin" quando lo ricorderete assieme ai compaesani. Cordiali saluti. Flavio Asta"